Sono nato a Livorno il 28 luglio 1988 e ho quindi venticinque anni. La mia vita cestistica inizia prestissimo: a sei o sette anni, nella società Don Bosco di Livorno dove sono stato per otto anni con Massimo Faraoni che ne aveva la responsabilità tecnica.

Dalla Don Bosco  mi sono trasferito al Basket Livorno dove sono stato per quattro anni: gli ultimi due negli Juniores. Ho giocato col Basket Livorno, come junior in Prima Squadra dove ho esordito, facendo panchina, in due partite: contro l’Udine e contro il Teramo, nel 2004, a sedici anni con Walter De Raffaele per allenatore. La mia prima discesa in campo, in A1, è dell’anno successivo con Paolo Moretti per allenatore.

Il Basket Livorno giocava in casa contro il Roseto e in quell’occasione presi un fallo e feci due punti ai tiri liberi. Ricordo la grandissima emozione ad andare in lunetta, in casa e davanti a circa ottomila spettatori! A Livorno c’è un palazzetto dello sport ma ora la squadra non c’è più. Sempre in quell’anno giocai contro Reggio Calabria e segnai sette o nove punti … non ricordo di preciso.  Ho concluso gli studi nel tempo previsto conseguendo il diploma di geometra a Livorno.

L’anno dopo, nella stagione 2007-’08, a diciannove anni, rimasi per un po’ a Livorno e poi mi trasferii, a metà stagione, a Ruvo di Puglia che giocava in B2. Sono partito perché Livorno non mi offriva molto spazio: le mie ambizioni, di giocare da professionista, in quelle condizioni, non potevano essere soddisfatte. A Ruvo ho terminato quel campionato e, con la squadra, ce la siamo giocata fino alla fine ma purtroppo a intralciare la nostra strada fu l’Ostuni che ci eliminò in semifinale. Quel campionato era veramente “tosto”: una B2 alla quale partecipavano squadre rinforzate da molti stranieri … argentini principalmente.   Si trattava di un campionato difficile come quello che l’Orthos si trova a giocare ora.  Al termine di quel primo campionato fui riconfermato dal Ruvo.

A dicembre del 2008 ho conosciuto la mia ragazza che è di Ruvo! Lei studiava a Roma dove aveva conseguito la laurea triennale e stava prendendo la specializzazione. Le capitò di scendere a Ruvo per visitare la famiglia e, in quell’occasione, venne invitata da un amico al Palasport per veder giocare il Ruvo. Mi ha visto ed evidentemente “feci un canestro” senza rendermene conto. Quello che ci ha permesso di conoscerci ed incontrarci è stato il neonato “Facebook” nel giro di pochi giorni. Cinque giorni dopo esserci incontrati Alessandra partì per andare in “Erasmus” in Inghilterra.

Io finii quel campionato (la squadra fu eliminata dal Maddaloni in semifinale play-off) e la raggiunsi in Inghilterra dove rimasi per tre mesi. Da allora siamo sempre stati insieme! Il piccolo tatuaggio che mi sono fatto fare nel collo è una lettera A   come Alessandra. Alessandra mi ha sempre seguito mentre continuava gli studi universitari a Roma dove si è laureata specializzandosi in giornalismo.

Dopo Ruvo sono andato a Latina che, dopo aver vinto il campionato in B1 si preparava a giocare in A2.     Per me è stata una buona esperienza: mi sono allenato e ho giocato con giocatori americani di alto livello ma la squadra, gravata da problemi anche economici, retrocesse in B. Al termine di quel campionato venni chiamato in Sicilia dal Trapani che voleva vincere il suo campionato in B1(stagione 2010-’11). Presidente del Trapani era Alessandro Massimelli la cui gestione fu disastrosa dal punto di vista economico e finanziario!

Andai a Trapani nel mio ultimo anno da Under e la squadra fu impostata per vincere il campionato. Vennero chiamati giocatori come Walter Santarossa, Francesco Guarino, Marco Evangelisti … tutta gente di categoria … Fu un duro campionato: il Presidente non si faceva vedere, non venivano corrisposti gli stipendi. Noi giocatori avevamo il nostro punto di forza in una grande unione e alla fine, nonostante tutte le difficoltà, riuscimmo a vincere il campionato ! Questo, per me, è stato sicuramente, fino ad oggi, l’anno sportivo più bello! Ho conosciuto gente importante e mi sono fatto dei veri amici e non è facile, nell’ambiente di lavoro!

Dopo sono stato richiesto dal Matera e lì credo di aver giocato il mio miglior campionato: sono stato fra i primi dieci per realizzazioni in B1. La squadra si salvò al secondo turno di play-off. Uno dei vantaggi che mi diede l’anno a Matera fu quello di essere vicino a Ruvo di Puglia dove abitano i genitori di Alessandra. L’anno successivo: 2012-’13 sono andato a Recanati e anche lì ho fatto una buona esperienza nonostante la difficoltà nel rapporto con l’allenatore, l’inserimento in corso di campionato di due o tre giocatori nuovi che è sempre un’esperienza difficile sia per la squadra che per i giocatori. Ed è l’esperienza che mi si presenta quest’anno.

L’estate del 2013 è stata molto travagliata per me e per tanti giocatori. La situazione economica ha falcidiato le squadre e non ho ricevuto molte proposte. Per mantenermi in forma ho cominciato ad allenarmi il 26 di agosto a Pistoia che gioca in A1 e sono stato lì per un mesetto. Poi sono stato chiamato da Martinafranca, in Puglia, dove sono andato per evitare di rimanere fermo … A Martinafranca conoscevo l’allenatore: Alessandro Fantozzi, anche lui livornese, ma poi mi è arrivata la chiamata di Lugo, che anche se non giocava nei campionati Silver o Gold come avrei desiderato, aveva un’ottima reputazione di solidità ed ambizioni, e con la mia ragazza abbiamo accettato ed eccoci qua! A dire il vero, ho conosciuto solo una volta arrivato che la squadra non aveva ancora vinto nessuna partita su nove giocate ma se anche lo avessi saputo avrei comunque accettato perché credo che i risultati sportivi possano essere migliorati ma la reputazione no.

Arrivato qui ho incontrato Stefano Simeoli, col quale ho giocato a Livorno, ho incontrato Christian Villani e Fabio Ruini che ho avuto spesso come avversari, tutti giocatori di categoria che dovrebbero aiutare a rimettere in sesto la classifica. L’impatto con il pubblico e col campionato è stato bellissimo: la partita col Costa Volpino, vinta in quel modo, ha sollevato gli animi e anche se ieri, a Lecco, non abbiamo giocato molto bene possiamo dire, come qualcuno ha detto, che il campionato per noi comincia ora. L’importante è cercare di stare uniti e tesi a raggiungere in poco tempo il giusto grado di affiatamento e soprattutto pensare a rendere inespugnabile il campo casalingo e non pensare che solo una squadra retrocederà e fare di conseguenza un campionato rapportandoci alle ultime.

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