Gints (si pronuncia: Ghints) di nome e Antrops di cognome e così sappiamo come incitarlo durante le partite! Prima dell’intervista ci siamo documentati in Internet … al suo nome corrispondono alcune decine di “ricorrenze” … “provare per credere!”. Nasce il 26 maggio del 1982 … e dice di essere “vecchio” … ma come vorremmo essere noi così vecchi!  Nasce nell’82 a Ogre, in Lettonia … che molti confondono con l’Estonia o la Lituania … ma sono tutte lì vicino, affacciate sul mar Baltico. Gints non ha cominciato da piccolo a giocare a pallacanestro in virtù della sua altezza …

“Sono cresciuto dopo, con calma. Ho cominciato a giocare, abbastanza tardi, un po’ prima di compiere quattordici anni e allora non ero più alto dei miei compagni. Ma prima della pallacanestro ho praticato altri sport a cominciare dall’hockey su ghiaccio che è lo sport che in Lettonia aveva il maggior seguito quando io ero bambino … Ho provato un po’ la pallamano e il basket  senza particolare inclinazione … Poi ho fatto danza aerobica e verso i quattordici anni ho ripreso il basket. La spinta a ricominciare l’ho avuta da un cugino, più giovane di me, che aveva iniziato a frequentare un corso di basket.  Si giocava insieme, al campetto e tra i ragazzi che lo frequentavano ero il migliore e il fatto che lui, allenandosi, fosse migliorato al punto di battermi non mi andava bene!

Mi ripresentai a quello stesso allenatore dal quale, in precedenza, mi ero allontanato che dopo aver vinto un po’ di diffidenza sulla mia vocazione mi ammise ai suoi corsi. Ho iniziato così e ripresi a battere il cugino! Il mio sviluppo in altezza cominciò proprio in quel periodo e così, unendo questo fatto alla buona riuscita nel basket fui ammesso nella squadra dei ragazzi della mia età … e con loro ho giocato nei successivi campionati giovanili. Il ruolo che mi era stato assegnato era da “lungo” … numero 4 o 5 … perché iniziai a crescere fino a divenire più alto di tutti i miei compagni di squadra … la mia altezza attuale: due metri e due, l’ho raggiunta a ventuno anni …  sono cresciuto in altezza fino a quell’età abbastanza lentamente, a parte l’anno in cui, in seguito a quelle che chiamano “febbri di crescita” crebbi di dodici centimetri in tre mesi!

Ho frequentato il Liceo Scientifico e mi sono iscritto all’Università a diciotto anni … ma non ho mai frequentato … A diciotto anni sono venuto in Italia … seguendo una ragazza di cui mi ero innamorato! Quella ragazza era di Fidenza e a Fidenza sono arrivato e ho iniziato a giocare nel “Fulgor Fidenza”. Il primo anno, il 2000, ho potuto solo allenarmi … la mancanza di documenti mi consentiva di fare solo campionati giovanili. A Fidenza fui notato dall’allenatore di Anzola: Claudio Coppeta che mi propose di trasferirmi … cosa che feci. Ad Anzola si sono comportati molto bene con me … mi hanno tenuto per due anni senza che io potessi giocare in prima squadra sempre per una questione di documenti. Ho giocato nella squadra degli Under 19.

Dopo tre anni passati ad Anzola ho ottenuto la cittadinanza italiana e sono stato messo sotto contratto dalla Virtus Bologna che mi ha girato immediatamente in prestito a Trapani dove ho giocato (poco o niente) in A2 per due anni e in B1 per tre anni. Dopo cinque anni il desiderio di cambiare squadra mi ha spinto ad andarmene. Negli ultimi anni ho giocato un po’ dappertutto alla ricerca di un ambiente tale da giustificare le scelte di vita che ho fatto. Al termine delle giovanili, in Lettonia, pensavo di continuare a studiare … mi sarebbe piaciuto studiare Architettura … però … è andata diversamente!

Non vedo il mio futuro nella pallacanestro a meno che non cambino le cose … Mi piacerebbe rimanere nel basket magari come allenatore … anche se quella carriera è molto dura e particolarmente difficile … In generale si pensa che stare in palestra, da allenatore, sia un divertimento ma non è così … è tutt’altro! Un allenatore che può essere considerato un “manager” deve capire e farsi capire …  e non è facile! Comunque ho tante alternative in testa ma preferisco, forse per scaramanzia, tenerle per me, consapevole che per un buon esito serve tanta fortuna!

Riprendendo a parlare della mia esperienza, questa estate, prima di venire a Lugo, ho iniziato la preparazione a Trapani … e pensavo di rimanere perché comunque avevo un rimborso spese e la squadra, che gioca in A2, mi consentiva di continuare ad allenarmi ad un buon livello in attesa di una squadra … Non pensavo ad una squadra di DNB ma ad una di Silver o di Gold … La decisione di accettare l’offerta della Lorenzo Zanni nasce dalla convinzione di poter fare qualcosa di buono contribuendo con la mia esperienza ad aiutare i ragazzi a risolvere il loro problema di adattamento alla B e quindi facilitare la stagione ad una squadra e a una società che merita …

Marco Dalpane

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